I maestri della Roma Barocca: Borromini

Posted by: wp_8584287
Category: Arte Storia Turismo

Francesco Castelli più conosciuto come Borromini, nacque a Bissone, sul lago di Lugano nel 1599.

Giovanissimo si trasferì a Milano per studiare “l’arte del costruire”. Giunto poi a Roma collaborò con Carlo Maderno e Gianlorenzo Bernini in Palazzo Barberini, a lui si devono alcuni interventi nella facciata posteriore e la scala ellittica. Alla morte di Maderno fu aiuto di Gianlorenzo Bernini nella costruzione del Baldacchino di San Pietro. Trovatosi da subito in contrasto con Bernini, cominciò la sua attività autonomamente con la realizzazione del progetto per la chiesa e il chiostro di San Carlo alle Quattro Fontane detta il San Carlino.
Il chiostro ha una pianta rettangolare con gli angolismussati ad ospitare coppie di colonne, per cui il rettangolo si trasforma in ottagono con i lati ricurvi.
Il motivo dell’alternanza fra forma concava e convessa in cui

Sant'Ivo alla Sapienzale superfici paiono dilatarsi e contrarsi, si ripete anche all’interno della chiesa che ha una pianta ellittica fatta di rientranze e sporgenze. La cupola è ornata da un motivo di croci, esagoni ed ottagoni che formano un complesso disegno.
Negli stessi anni eseguì i lavori di ammodernamento di Palazzo Spada e Palazzo Falconieri.
Nel 1637 iniziò la costruzione dell’Oratorio e del Convento dei Padri Filippini che terminò solo 1649, utilizzando anche per questa struttura superfici concave e convesse alternate che proiettano all’esterno le tensioni dinamiche dell’interno.
Tra il 1642 e il 1660 Borromini realizzò la chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza. L’interno è a pianta centrale formato da due triangoli equilateri che si intersecano, e tre absidi e tre nicchie che si alternano, generando un motivo planimetrico che non era mai stato impiegato prima. Lo stesso equilibrio compositivo si può ritrovare all’esterno, nel tiburio che copre al cupola e nella lanterna.
Nel 1646 ricevette da Papa Innocenzo X Pamphili l’incarico di trasformare al chiesa di San Giovanni in Laterano. Borromini conciliò l’esigenza di conservazione dell’antica basilica, con i problemi di carattere statico che si erano venuti a creare, inglobando coppie di colonne all’interno di ampi pilastri.
Nel 1657 Innocenzo X decise di esonerare l’architetto dai suoi incarichi per i dissapori nati per la costruzione della chiesa di Sant’Agnese in piazza Navona. Da questo momento, cominciarono anni di crisi che non terminarono nemmeno con la realizzazione del Collegio di Propaganda Fide.
Borromini morì suicida a Roma nel 1667, gettandosi contro una spada.

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1 commento

  • Zigmud

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